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Bayern Monaco VS Chelsea: la solidità tedesca contro il mecenatismo russo

Cresce del 3% il fatturato dei top club europei

Secondo l’ultima edizione dello studio “Football Money League 2012” il fatturato complessivo dei TOP20 club calcistici del mondo ha raggiunto quota € 4,4 miliardi.

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17/05/12

Bayern Monaco VS Chelsea: la solidità tedesca contro il mecenatismo russo

Il 19 maggio a Monaco di Baviera andrà in scena l’ultimo atto della UEFA Champions League 2011/12.
A contendersi la coppa dalle “grandi orecchie” saranno il Chelsea guidato dall’italiano Roberto Di Matteo e i padroni di casa del Bayern Monaco.
Le due squadre si sfidano per la prima volta in una finale continentale. Due società con modelli gestionali differenti fra loro: da una parte i panzer tedeschi con una solidità patrimoniale ed economica da fare invidia a tutti; dall’altra i londinesi del tycoon russo Abramovich, sempre pronto a investire in top player e manager pur di vincere anche a livello europeo.

Tralasciando l’aspetto tecnico e sportivo, con questa analisi cercheremo di fare un confronto fra le due società da un punto di vista economico, finanziario e organizzativo, attraverso i numeri dell’ultimo bilancio consolidato dei due gruppi, chiuso al 30 giugno 2011.

Struttura societaria – Chelsea



Al vertice della struttura societaria c’è la Fordstam Limited (anagramma del nome dello stadio Stamford) che controlla per il 100% il club di calcio Chelsea Football Club. Oltre alla squadra di calcio la Holding, che fa capo a Roman Abramovich, controlla direttamente anche le seguenti società: la Chelsea Car Parks Limited che si occupa della gestione dei parcheggi; la Chelsea Digital Media Limited, controllata per il 65% dalla Fordstam Limited e per il restante 35% da Sky New Media Ventures Limited, che si occupa della gestione della TV e del sito Internet; la Chelsea Leisure Services Limited che si occupa del fitness club e delle attrazioni destinate ai visitatori; la The Hotel at Chelsea Limited che si occupa della gestione di alberghi e del servizio di catering; la Chelsea FC Merchandising Limited che si occupa del merchandising; la Stamford Bridge Securities Limited, holding immobiliare; la Stamford Bridge Projects Limited che opera nel settore della ristorazione; la Chelsea Training Ground Limited, società non commerciale.
Infine la Fordstam Limited controlla anche la Chelsea Football Club plc, risultante come sub-holding, e quattro società inattive.

Struttura societaria – Bayern Monaco


Al vertice della struttura societaria del Bayern Monaco c’è un’Associazione Registrata (Eingetragener Verein) chiamata FC Bayern München EV composta da oltre 170 mila soci. La squadra di calcio, FC Bayern München AG è controllata per l’81,8% dall’Associazione e per il restante 18,2%, è suddiviso in quote uguali del 9,1% tra l’azienda di articoli sportivi adidas e l’AUDI operante nel settore automotive.
A sua volta il club di calcio FC Bayern München AG controlla al 100% la società Allianz Arena München Stadion GmbH, proprietaria dello stadio bavarese, e con quote del 50% le società Allianz Arena Payment GmbH, Arena Stadium Beteiligungs Gmbh & Co. Kg e FC Bayern Tours Ltd.

Fatturato – Football Money League

Nell’ultima classifica stilata dalla divisione Sport Business Group di Deloitte sui ricavi delle società di calcio, la Football Money League 2012, il Bayern Monaco si colloca al quarto posto con € 321,4 milioni, mentre il Chelsea è in sesta posizione con un totale ricavi di € 249,8 milioni.

La differenza tra i due club è di € 71,6 milioni, da attribuire principalmente ai maggiori accordi commerciali dei bavaresi. Nessuna squadra di calcio al mondo riesce ad incassare quanto il Bayern Monaco alla voce sponsorizzazioni. I contratti con adidas, Deutsche Telekom, Audi, Coca Cola, Lufthansa e altri ancora, uniti al business del merchandising e ai naming rights dell’Allianz Arena portano nelle casse del gruppo € 177,7 milioni all’anno.
Il Chelsea può contare invece su maggiori ricavi derivanti dalle televisioni, frutto soprattutto del maggior appeal che la Premier League riscuote nei confronti della Bundesliga. Il gruppo londinese incassa dai diritti tv ben € 112,3 milioni contro i € 71,8 dei bavaresi.


Per quanto riguarda invece i ricavi derivanti dai “matchdays”, ossia dalle giornate di campionato disputate tra le mura amiche, le due società ottengono una cifra quasi simile: € 74,7 milioni i Blues e € 72 milioni i tedeschi. Il ricavo maggiore del Chelsea può essere imputato al numero maggiore di partite casalinghe disputate nei confronti del Bayern, 27 contro 23. Il dato del Chelsea assume una valenza maggiore perché l’impianto inglese ha una capienza di quasi 42 mila spettatori rispetto ai 69 mila dell’Allianz Arena. Se il Chelsea avesse un impianto allineato alla capienza degli altri top club europei, sicuramente aumenterebbe il suo fatturato.


CAGR

Se analizziamo il trend del fatturato dei due club negli ultimi 5 anni, notiamo subito che il Chelsea ha generato meno valore rispetto al Bayern Monaco nel corso del tempo. Nel 2007 il totale ricavi dei londinesi era € 283 milioni nel 2011 è sceso a circa € 250 milioni. I bavaresi invece nello stesso arco di tempo hanno aumentato il proprio fatturato di quasi € 100 milioni.
Se calcoliamo il CAGR (Compound Annual Growth Rate), o tasso annuo di crescita composto, indice che rappresenta il tasso di crescita medio di un certo valore in un dato arco di tempo, otteniamo che per il Bayern Monaco la crescita negli ultimi cinque anni è stata del 9,53%. Al contrario, per il Chelsea l’indice risulta negativo del 3,05%.




Sponsorizzazioni

Entrambi i club hanno come sponsor tecnico l’azienda tedesca adidas con contratti pressappoco simili. Non si conoscono le cifre esatte degli accordi ma l’importo si aggira intorno ai 25 milioni di euro a stagione.
Il contratto di jersey sponsor del Bayern Monaco con l’azienda di telecomunicazione Deutsche Telekom è uno dei più redditizi in Europa, secondo solo a quello del Barcellona con Qatar Foundation. L’accordo prevede un corrispettivo garantito annualmente di 22/24 milioni di euro, più altri 6/8 milioni legati ai risultati conseguiti dalla squadra. Inoltre la società tedesca può contare anche su altri vantaggiosi accordi commerciali con diversi sponsor suddivisi per Premium Partner, Classic Partner e Food Partner.

Il Chelsea dagli sponsor riceve meno, avendo anche un numero di partner inferiore. Il main sponsor è l’azienda coreana Samsung, che ha un contratto con i Blues fino al 2016 e versa ogni anno nelle casse londinesi circa € 17 milioni. Gli altri top sponsor del Chelsea sono identificati come Platinum Partners.

Sponsor Chelsea FC

Sponsor FC Bayern Munchen

Bilancio Consolidato

Fatturato

Dal bilancio consolidato chiuso al 30 giugno 2011 del gruppo che fa capo a Roman Abramovich, il fatturato netto è stato di £ 225,2 milioni (€ 249,4 milioni), in aumento del 7,9% rispetto all’esercizio precedente.
Per il Bayern di Monaco il fatturato consolidato di gruppo è stato di € 328,5 milioni in diminuzione del 6,2% rispetto allo scorso anno.

Costi operativi

Per quanto riguarda i costi operartivi consolidati del gruppo bavarese, il totale ammonta a € 266,2 milioni, di cui € 157,7 milioni fanno riferimento a costi per salari e stipendi. Questi ultimi incidono quasi per il 60%.
Il totale dei costi operativi dei londinesi invece è di £ 322,1 milioni (€ 356,7 milioni) e l’incidenza del costo del personale è del 65,7%. Una cifra che supera abbondantemente i ricavi generando un EBITDA (risultato d’esercizio calcolato prima di interessi, tasse e ammortamenti) negativo.



Patrimonio netto

Il patrimonio netto del FC Bayern München AG è positivo e ammonta a € 238,8 milioni, in aumento del 35% rispetto alla passata stagione. Esso rappresenta il 46,05% delle attività e “copre” il 72,4% delle immobilizzazioni.
La Fordstam Limited presenta un patrimonio netto negativo di £ 617,8 (€ 684,2 milioni). Nella stagione 2005/06 era negativo per £ 255,3 milioni (€ 282,7 milioni). da notare quindi come in 6 anni sia più che raddoppiato.
La causa è da ricercare principalmente nel continuo riporto a nuovo delle perdite degli esercizi precedenti, senza che si sia provveduto a ricapitalizzare o a riequilibrare la struttura dei costi in funzione dei ricavi.

Indebitamento

L’indebitamento del gruppo tedesco in un anno è diminuito di € 68,9 milioni, attestandosi a € 177,7 e i debiti bancari del gruppo fanno capo esclusivamente ad Allianz Arena München Stadion GmbH.
La situazione debitoria del Bayern non risulta preoccupante, al contrario di quella del Chelsea, dove l’indebitamento finanziario netto, che emerge dal consolidato del gruppo, è di 816 milioni di sterline (€ 903,6 milioni) con un incremento dell’11% rispetto all’esercizio precedente.
I debiti finanziari riguardano principalmente il debito infruttifero verso il socio controllante Roman Abramovich, per l’ammontare complessivo di £ 818,6 milioni (€ 906,4 milioni).
Per avere un’idea dell’incidenza negativa di tale indebitamento sui conti dei Blues, basti pensare che i debiti finanziari rappresentano l’83% delle passività e il 98% dei debiti non correnti.

Risultato netto

I numeri visti fin qui danno ampiamente un’idea di come i modelli di business delle due società siano enormementi differenti sotto il profilo economico e finanziario.
Per il gruppo del magnate russo la perdita d’esercizio consolidata, al 30 giugno 2011, è stata di £ 78,5 milioni (€ 86,9 milioni), quella al 30 giugno 2010 era di £ 77,8 milioni (€ 86,1 milioni) mentre nel 2008/09 era di £ 47,4 milioni (€ 52,5 milioni).
Per il Bayern invece gli ultimi tre esercizi del bilancio consolidato si sono chiusi tutti in utile. Al 30 giugno 2011 il risultato finale al netto delle tasse è stato positivo per 1,3 milioni di euro.



Stadio: Bayern Monaco - Allianz Arena

Lo stadio del Bayern Monaco, l’Allianz Arena, è stato progettato dallo studio architettonico Herzog & de Meuron e inaugurato il 30 Maggio del 2005. Inizialmente aveva una capienza di 66.000 posti, ampliata successivamente a 69.901. La proprietà dell’impianto è della società Allianz Arena München Stadion GmbH, controllata al 100% dalla squadra di calcio FC Bayern Munchen AG.

Il rivestimento esterno è composto da 2.874 pannelli di ETFE a forma di diamante, ognuno dei quali, grazie alla presenza di 8.800 lampadine, può essere illuminato singolarmente con i colori rosso, blu e bianco. L’impianto è illuminato di rosso quando gioca il Bayern, di blu quando gioca il Monaco 1860, l’altra squadra della città, mentre si illumina di bianco in occasione delle gare della nazionale tedesca.


Il costo sostenuto per la costruzione dello stadio è stato di 340 milioni di euro. Il gruppo Allianz, fornitore di servizi finanziari, ha acquisito i diritti alla titolazione dell’impianto (naming rights) per un periodo di 30 anni, per la somma totale di 80 milioni di euro.
L’ultimo bilancio della società Allianz Arena München Stadion GmbH è stato chiuso con un utile di 0,9 milioni di euro.
Curioso sottolineare che i regolamenti FIFA e UEFA non consentono la sponsorizzazione degli stadi, pertanto per la finale di Champions League del 19 maggio, l’impianto si chiamerà Fußball Arena München.
Durante i Mondiali del 2006 lo stadio è stato chiamato FIFA World Cup Stadium Munich rimuovendo l’intestazione Allianz Arena.

Stadio: FC Chelsea - Stamford Bridge

Lo stadio Stamford Bridge, inaugurato nel 1877, inizialmente ospitò gare di atletica leggera. Nel 1905, anno di nascita del club, diventò lo stadio ufficiale del Chelsea.
Durante un periodo di crisi, la società fu costretta a vendere la proprietà fondiaria a dei promotori immobiliari ma nel 1992, l’allora presidente Ken Bates, riuscì a tornarne in possesso decidendo di fonderla poi con il club. Nacque così nel 1993 l’associazione Chelsea Pitch Owners che detiene attualmente la proprietà fondiaria assoluta dello stadio e i diritti di denominazione del club e del campo.
Oggi lo stadio dei Blues ha una capienza di 41.837 spettatori che lo rende il trentesimo stadio europeo. Questo limita di molto le ambizioni del club e il prestigio conquistato negli ultimi anni con l’avvento di Roman Abramovich. Nelle gare di Champions League la capapcità dello stadio, per esigenze logistiche e di organizzazione, scende a 38 mila posti. Con soli 5.000 posti "hospitality" e una capacità totale inferiore di 19.000 posti rispetto all'Emirates Stadium e quasi 34.000 in meno rispetto all'Old Trafford.
Il club guadagna dallo stadio circa 26 milioni di sterline meno dell'Arsenal e 41 milioni di sterline meno del Manchester United ogni anno.
Tuttavia, il Chelsea si trova al sesto posto in Europa per proventi derivanti dallo stadio, riuscendo a superare i limiti della capienza grazie agli introiti che derivano dai diritti tv, da operazioni commerciali e di marketing. Sono determinanti per le casse del club i prezzi dei biglietti per assistere ai match interni dei blues, i più alti della Premier League.
Recentemente in un’assemblea straordinaria del Chelsea, l’associazione Chelsea Pitch Owners, si è opposta alla proposta di Abramovich di acquisire la proprietà fondiaria. L’idea del magnate russo, era quella di acquisire il controllo dell'associazione e di conseguenza della proprietà dello stadio, per rivenderlo e costruire un nuovo impianto da 60 mila posti in un’altra zona di Londra.
Il forte attaccamento dei supporters londinesi al proprio quartiere e alle proprie tradizioni ha fatto si che in assemblea i favorevoli alla cessione arrivassero al 61,6%, soglia non sufficiente per approvare la proposta.
Tramontata l’idea di costruire un nuovo impianto, la dirigenza dei blues è alla ricerca di un partner per la cessione dei naming rights che possa portare nelle casse del Chelsea ricavi quantificati in almeno 6-8 milioni di euro annui.

Financial Fair Play

L’ultima parte di questa analisi è dedicata al Financial Fair Play, sistema di regole voluto fortemente dal presidente dell’Uefa Michel Platini, per portare maggiore disciplina nelle finanze dei club calcistici.
Attraverso il FFP, le società di calcio devono operare sulla base dei propri ricavi e non spendere più di quanto guadagnano; sono tenuti a saldare con puntualità le pendenze economiche nei confronti di giocatori, leghe, federazioni e verso gli altri club, ma soprattutto fornire informazioni sulla pianificazione finanziaria futura.

Tornando alle due società finaliste della UEFA Chanpions League 2012, anche qui le situazioni sono contrapposte: da una parte i bavaresi che hanno i conti in ordine e soddisfano pienamente i criteri emanati dall’Uefa per il Fair Play Finanziario; dall’altra il mecenatismo di Abramovich che si scontra appieno con le regole imposte dal massimo organo calcistico europeo.
I dati emersi dall’ultimo bilancio consolidato della società che controlla il club di calcio FC Chelsea non lasciano dubbi: i blues allo stato attuale rischiano di non vedersi concedere le licenze per la partecipazione alle competizioni europee.
Il dato più preoccupante è l’indebitamento, che per il FFP non può superare il fatturato. Quello del Chelsea lo supera abbondantemente.
Un altro requisito fondamentale riguarda il patrimono netto che non può essere negativo. Anche in questo caso la società di Abramovich presenta una situazione non in linea con i parametri dell’Uefa.
Nell’ottica di abbassare i costi operativi e soprattutto quelli per il personale tesserato, il regolamento UEFA prevede che l’incidenza del suddetto costo sul fatturato non debba superare la soglia del 70%. Per il Chelsea l’indicatore è pari all’85%.
Per quanto riguarda invece il risultato netto l’Uefa ha posto un limite di tolleranza per i primi tre anni: la somma algebrica degli ultimi tre esercizi non può superare i 45 milioni di euro.
Anche in merito a questo parametro, i Blues sono ampiamente fuori. Sommando i risultati degli ultimi tre bilanci si arriva a £ 203,7 milioni di sterline (€ 255,5milioni).

Al contrario dei londinesi invece, il Bayern München dal punto di vista del Fair Play finanziario risulta essere un modello cui ispirarsi. Considerando i dati del 2010-11 il club bavarese rientra pienamente nei parametri stabiliti in quanto, sia a livello di bilancio consolidato che a livello di bilancio societario, mostra un patrimonio netto abbondantemente positivo. Ha un indebitamento inferiore ai ricavi che riguarda esclusivamente l’investimento per lo stadio. Il rapporto tra costo del personale e fatturato è nettamente inferiore al 70%. Gli ultimi tre esercizi per il bilancio consolidato hanno registrato un risultato positivo cumulato per € 6,7 milioni, superando a pieni voti quanto stabilito dal regolamento UEFA. Lo stesso dicasi per il bilancio di esercizio del club, che da ormai sette esercizi consecutivi chiude con un risultato positivo al netto delle imposte, evidenziando anche ingenti disponibilità liquide.


In attesa di vedere come andrà a finire sabato 19 maggio sul terreno di gioco dell’Allianz Arena, la sfida dal punto di vista dei numeri di bilancio è nettamente a vantaggio del Bayern di Monaco che negli anni è riuscito a ottenere ottimi risultati economici e finanziari ma anche sportivi. Al contrario del Chelsea che ha portato avanti una politica societaria improntata solo sul raggiungimento dei risultati sportivi a discapito delle finanze del club, generando continue perdite, ripianate dal magnate Abramovich sotto forma di prestiti infruttiferi.

Con l'attuazione del Fair Play Finanziario il Chelsea dovrà risolvere il problema dell'eccessivo indebitamento e del patrimonio netto negativo. Sarà molto importante aumentare il fatturato per poter mantenere una rosa competitivama allo stesso tempo bisogna contenere, se nn ridurre, i costi del personale e di ammortamento.


Giuseppe Berardi


Fonte dati:

- Luca Marotta - I bilanci dei club - Sport Business Management
- Football Money League 2012 - Deloitte
- http://swissramble.blogspot.com

Tasso di cambio 1 £ = 1,1073 €

16/05/12

Bilancio consolidato Newcastle United 2010/11: utile da Premier

Il 2010/11 ha segnato il ritorno in Premier League del Newcastle United, dopo un anno trascorso in Championship. I risultati economici e finanziari ne hanno beneficiato, visto che l'obiettivo del club è quello dell’autofinanziamento, che permetterebbe alla proprietà di fare a meno di prestiti bancari e di iniezioni di capitale. Mike Ashley è proprietario del Newcastle United tramite la società “St James Holdings Limited”, che appartiene al Gruppo “MASH Holdings Limited”. Il bilancio consolidato di cui discorreremo è quello di “Newcastle United Limited”, che controlla 24 società (5 attive e 19 inattive), tra cui il club di calcio denominato “Newcastle United Football Company Limited”. Nel 2009/10, per la pronta risalita in Premiership, il Newcastle ha dovuto far fronte a un dimezzamento del fatturato, rispetto al 2008/09, sostenendo un costo del personale, che ne ha assorbito il 90,5%.

Dal punto di vista sportivo, l’obiettivo, per il 2010/11, è stato quello della permanenza in Premier League, che è stato raggiunto con il conseguimento del dodicesimo posto in classifica.
Il fatturato, pari a £ 88,5 milioni (€ 97,9 milioni, con un cambio £ 1 = € 1,1073), è cresciuto del 69%. Nel 2009/10 era pari a £ 52,4 milioni (€ 58 milioni).
I ricavi da gare sono pari a £ 24,3 milioni (€ 26,8 milioni), con una crescita del 16% ed un’incidenza del 27%. La media spettatori è stata di 47.746 (43.388 nel 2010). Lo stadio “St James' Park”, con un capacità di 52 mila spettatori, è il terzo stadio della Premiership.
I ricavi da media e TV sono pari a £ 48,5 milioni (€ 53,7 milioni), con un incremento di £ 32,4 milioni ed un’incidenza del 55%.
I ricavi commerciali ammontano a £ 15,7 milioni (€ 17,4 milioni), segnano un aumento del 2% ed un’incidenza del 18%.

Il costo del personale aumenta da £ 47,5 milioni (€ 52,6 milioni) a £ 53,6 milioni (€ 59,3 milioni). Il rapporto tra costo del personale e fatturato è del 60,6% (90,5% nel 2009/10). Il numero dei dipendenti è aumentato a 478 da 431 e quelli a tempo pieno sono stati 282.
Il saldo tra plusvalenze e minusvalenze realizzate con la cessione di calciatori è positivo per £ 36,7 milioni (€ 40,7 milioni), risentendo positivamente della cessione al Liverpool di Andy Carroll per £ 35 milioni (€ 38,8 milioni). Nel 2009/10, tale saldo era positivo in misura inferiore essendo pari a £ 15,4 milioni (€ 17 milioni).
Gli oneri finanziari diminuiscono a 212 mila sterline (€ 235 mila) da £ 1,8 milioni (€ 2 milioni).

Il risultato consolidato netto mostra un utile di £ 32,6 milioni (€ 36,1 milioni), mentre nel 2009/10, evidenziava una perdita di £ 17,1 milioni (€ 18,9 milioni).
L’indebitamento finanziario netto scende da £ 150,4 milioni (€ 166,5 milioni) a £ 130,5 milioni (€ 144,5 milioni), con una diminuzione del 13%. Gli ultimi due anni hanno segnato una riduzione del debito bancario: nel giugno 2009 ammontava a £ 36 milioni (€ 39,9 milioni), nel giugno 2010 a £ 10,4 milioni (€ 11,5 milioni) e nel giugno 2011 è sceso a £ 9,5 milioni (€ 10,5 milioni). Di conseguenza sono diminuiti gli interessi passivi. La maggior parte del debito riguarda il finanziamento soci infruttifero (di M. J. W. Ashley), salito a £ 140 milioni (€ 155 milioni). Di questo finanziamento £ 29,9 milioni (€ 33,1 milioni) sono garantiti da future entrate per diritti TV. Ai fini del Financial Fair Play, è un indebitamento che supera i ricavi; tuttavia essendo nei confronti del socio di riferimento potrebbe essere oggetto di trasformazione in capitale.

Il patrimonio netto è negativo per £ 35,9 milioni (€ 39,8 milioni), mentre nel 2009/10 era negativo per £ 68,5 milioni (€ 75,9 milioni).
Il valore contabile netto della rosa dei calciatori è pari a £ 32 milioni (€ 35,4 milioni) e risulta in aumento di £ 1,6 milioni. Infatti, sono stati effettuati investimenti per £ 21,1 milioni, ammortamenti per £ 13,5 milioni, svalutazioni per £ 3,7 milioni, cessioni per un valore contabile netto di £ 2,1 milioni e rettifiche per 200 mila sterline. L’incidenza del valore contabile della rosa sull’attivo è del 22%. Le immobilizzazioni materiali hanno un’incidenza elevata sul totale dell’attivo pari al 52%.
La stagione sportiva 2011/12 si è conclusa con il quinto posto in Premiership a soli quattro punti dal Tottenham. Il 2012/13 vedrà il Newcastle disputare l’Europa League.

Luca Marotta

pubblicato su ju29ro.com

15/05/12

Bilancio Consolidato Milan 2011: record storico di stipendi

Il bilancio consolidato al 31 dicembre 2011 di A.C. Milan S.p.A. si caratterizza per il record storico raggiunto per il costo del personale. Durante l’anno solare 2011, il costo del personale è stato pari a 206,5 milioni di euro, la cifra più alta nella storia del Milan e la seconda nella storia della serie A, subito dietro i 234 milioni dell’Inter del “triplete” e davanti ai 205 milioni della prima Inter di Mourinho.
Il costo del personale risulta aumentato di 13,7 milioni (+7,1%), con un’incidenza sul valore della produzione del 77,4%, incidenza che aumenta al 79,9% se escludessimo la capitalizzazione dei costi del vivaio. Sono dati che evidenziano delle criticità in termini di Financial Fair Play. Per il Vice Presidente Vicario e Amministratore Delegato di A.C. Milan il problema è quello di “contenere i costi senza perdere in competitività sportiva. Se si abbassano gli stipendi senza che lo facciano i competitori si perdono posizioni”.
Gli ammortamenti totali sono stati pari a 59,3 milioni, in linea con l’esercizio precedente. Gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali sono aumentati da 50,4 a 52,9 milioni, di cui 44,6 milioni (47,3 nel 2010) per ammortamento diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori.
L’incidenza del costo di gestione del personale, che considera anche gli ammortamenti, è molto elevata, essendo pari al 94% del valore della produzione e aumenta al 97% se si escludesse la capitalizzazione dei costi del vivaio; pertanto, per ogni 100 euro di ricavo, 97 sono destinati alla gestione del personale.
Il valore della produzione è aumentato a 266,8 milioni, con un incremento del 5,4%.
I ricavi commerciali risultano pari a 45,6 milioni e registrano un aumento di 10,7 milioni (+30,9%), con un’incidenza sul valore della produzione del 17,1%. La controllata Milan Entertainment S.r.l. ha stipulato nuovi contratti con partner commerciali e Adidas ha riconosciuto maggiori royalties per il superamento del minimo garantito previsto dal contratto per la vendita di prodotti a marchio Milan. Nel dettaglio: € 29.570.000 (€ 20.785.000 nel 2010) provengono dalla vendita di pacchetti promo-pubblicitari multi-prodotto con vari partner, come AWS Spa, Beiersdorf AG, Dolce & Gabbana Srl, Intesa San Paolo S.p.A., M.S.C. Crociere S.A., Sony Italia S.p.A. e Volkswagen Group Italia S.p.A.; € 6.641.000 provengono da ricavi gestione stadio, come la vendita di “Sky Box”; € 9.410.000 provengono da attività di merchandising, licensing e “cambio merce”: particolare rilievo assume l’accordo con Volkswagen Group Italia S.p.A. (Audi) e Adidas Italia S.r.l..
I proventi da sponsorizzazioni ammontano a 35,5 milioni, con un incremento dell’11,8% ed un’incidenza del 13,3% sul valore della produzione. L’incremento di 3,8 milioni è dovuto ai premi riconosciuti per il raggiungimento di specifici risultati sportivi. Tra gli sponsor più importanti, lo sponsor Emirates ha contribuito con € 14.450.000 (€ 11.875.000 nel 2010), di cui 2,7 milioni come premio per il raggiungimento di specifici obiettivi. Lo sponsor tecnico Adidas ha contribuito con € 17.495.000 (€ 14.918.000 nel 2010), di cui un milione come premio per il raggiungimento di specifici obiettivi. Gli altri sponsor hanno contribuito con € 3.423.000 (€ 3.723.000 nel 2010). Il Milan è la squadra italiana che più si avvicina agli standard degli altri club europei, per quanto riguarda l’incidenza sul fatturato dei proventi commerciali e da sponsorizzazione.
I proventi da cessione diritti TV aumentano del 3,9% a 113,9 milioni, con un’incidenza sul valore della produzione del 42,7%. I diritti riguardanti la gestione centralizzata 2010/11 e 2011/12 ammontano a 78 milioni, mentre 35,8 milioni riguardano i diritti per la partecipazione alle coppe europee (ottavi di Champions 2010/11 e girone di qualificazione Champions 2011/12).
I ricavi da gare diminuiscono a 29,3 milioni, con un’incidenza dell’11% sul valore della produzione.
La voce del valore di produzione “incremento immobilizzazioni per capitalizzazione costi del vivaio”, che non dovrebbe essere considerata come “ricavo rilevante” ai fini del Financial Fair Play, aumenta a 8,4 milioni, da 7,6 milioni del 2009/2010.
Le plusvalenze ammontano a 23,6 milioni e risultano in diminuzione del 7,7%. La plusvalenza più elevata è stata di € 9.890.000, realizzata con la cessione di Merkel al Genoa. Col Genoa sono state realizzate plusvalenze per € 16.986.000, riguardanti. oltre a Merkel, Papastathopoulos, Pasini Nicola e Sampirisi Mario.
I ricavi e proventi diversi sono pari a 6,4 milioni e riguardano la vendita di materiale vario, tra cui i “Kit” venduti alle scuole calcio.
Mentre il valore della produzione è aumentato del 5,4%, i costi della produzione, pari a 341 milioni, sono aumentati del 3,2%.
La differenza tra costo e valore della produzione è negativa per 74,2 milioni.
Tra gli oneri straordinari è evidenziato l’importo di 1,4 milioni dovuto per la definizione di un contenzioso tributario con l’Agenzia delle Entrate relativo all’anno 2005, per le operazioni di trasferimento e rinnovo contrattuale.
Il saldo delle imposte è positivo per 13,3 milioni, a causa dell’adesione al consolidato fiscale del Gruppo Fininvest, che in questo caso beneficia delle perdite del Milan per ridurre il proprio carico fiscale.
La perdita consolidata dell’esercizio è stata di 67,3 milioni, nel 2010 era pari a 69,7 milioni.
Negli ultimi tre esercizi l’ammontare complessivo delle perdite consolidate ammonta a 146,9 milioni di euro, cifra nettamente superiore alla soglia più elevata del “break even” del Financial Fair Play: è un indicatore della necessità di invertire il trend soprattutto degli ultimi due esercizi, agendo sui costi del personale.

Il Patrimonio Netto.
Il patrimonio netto consolidato è ancora una volta negativo per 77,1 milioni. Nel 2010 era negativo per 96,7 milioni e nel 2009 per 71,9 milioni. Ai fini del Financial Fair Play il patrimonio netto negativo è un segnale di criticità.
Nel corso del 2011, l’azionista di maggioranza ha effettuato versamenti in conto capitale e/o a copertura di perdita per 87,1 milioni di euro. Il 9 marzo 2012 l’azionista di maggioranza ha effettuato un versamento in conto capitale e/o a copertura perdite per 25 milioni.

L’indebitamento.
L’indebitamento finanziario netto, pari a 290,8 milioni, supera il valore della produzione. L’importo è dovuto a debiti bancari per 155,9 milioni, debiti verso altri finanziatori per 136 milioni e disponibilità liquide per 1,1 milioni.
Per quanto riguarda l’importo elevato dei debiti verso le banche, nella nota integrativa si afferma che tale saldo è dovuto alla “normale operatività con il sistema bancario”. L’importo dei debiti verso altri finanziatori riguarda per 113,2 milioni i debiti verso società di factoring per anticipazioni, per 5,5 milioni debiti verso società di leasing per acquisto di immobili, per 250 mila euro debiti verso società di leasing per acquisto del pullman ufficiale e per 16,9 milioni debiti per mutuo con l’Istituto del Credito Sportivo.
I debiti bancari e i debiti verso altri finanziatori rappresentano l’80,3% del totale delle attività (78,4% nel 2010): questo significa che, per ogni 100 euro investiti nel Gruppo Milan, 80 provengono dal sistema creditizio.
I crediti verso Enti settore specifico diminuiscono da 53,9 milioni a 14,4 milioni. I debiti verso Enti settore specifico diminuiscono da 44,2 a 30 milioni. I crediti da compartecipazione, allocati tra le immobilizzazioni finanziarie, risultano pari a 15,4 milioni (18,2 milioni nel 2010). I debiti da compartecipazione ammontano a 15,8 milioni (6 milioni nel 2010).
Considerando il saldo delle poste di crediti e debiti derivanti da operazioni di calciomercato, la situazione dell’indebitamento finanziario netto, ai fini del Financial Fair Play, peggiorerebbe ulteriormente.

Debiti verso dipendenti, Fisco ed Enti previdenziali.
I debiti verso tesserati e dipendenti ammontano a 10,4 milioni di euro (16,7 nel 2010) e si riferiscono a mensilità saldate nei primi mesi del 2012. Come previsto dal Financial Fair Play.
I debiti tributari complessivi sono pari a 15,7 milioni (14,3 nel 2010), di cui 13,9 milioni (14,3 nel 2010) per ritenute sui redditi di lavoro, che sono stati regolarmente versati alla scadenza come quelli previdenziali (806 mila euro).
Il 27 dicembre 2011 l’Agenzia delle Entrate ha notificato tre avvisi di accertamento relativi all’anno 2006 per IRAP e IVA sulle compartecipazioni. L’Agenzia delle Entrate ha riconsiderato la questione IVA, che riguarda anche altre squadre di calcio italiane.

Il valore della “Rosa”.
Le immobilizzazioni immateriali sono aumentate a 196,9 milioni da 170,3 milioni del 2010. L’incremento maggiore ha riguardato i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori che sono passati da 110,7 milioni del 2010 a 136,3 milioni del 2011. Al 31.12.2011, il calciatore col valore contabile netto più elevato è El Shaarawy con € 18.000.000, essendo stato preso in carico per 20 milioni e ammortizzato per 2 milioni. Il valore contabile netto di Ibrahimovic è di 15 milioni, essendo stato acquistato il 30/08/2010 a 24 milioni e con 2,5 anni residui di contratto; Robinho ha un valore contabile netto di € 13.187.500, con un costo storico di 19 milioni (acquistato il 31/08/2010) e con 2,5 anni residui di contratto; Boateng (acquistato il 23/08/2010) figura con un valore contabile di € 7.145.833, con un valore d’acquisto di 10,5 milioni; Pato ha un valore contabile residuo di € 8.486.041, essendo stato acquistato per circa 24 milioni e con 2,5 anni residui di contratto.
Per i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori sono stati investiti 91,5 milioni di euro, sono stati ceduti calciatori con un valore contabile netto di 21 milioni e sono stati calcolati ammortamenti per 44,9 milioni di euro.

La continuità aziendale.
Come già evidenziato negli esercizi precedenti, nel punto 4 della Relazione della Società di Revisione, Reconta Ernst & Young S.p.A., al bilancio consolidato del Gruppo Milan, si mette in rilievo che, per quanto riguarda la continuità aziendale, essa è garantita dall’Azionista Fininvest S.p.A., “che ha assunto l’impegno a fornire un adeguato supporto finanziario” per almeno un anno dal 31/12/2011. Pertanto, la gestione del Gruppo Milan continua ad aver bisogno del suo “mecenate” e sembrerebbe ancora lontana dall’obiettivo di essere una gestione “virtuosa”, che produce utili e si “autofinanzia”, come auspicato dal Financial Fair Play.

Luca Marotta

Pubblicato su ju29ro.com

12/05/12

La Juventus sbarca su iTunes

La Juventus è arrivata prima ancora una volta. Non solo sul campo, ma anche sul web. E’ nato infatti il canale iTunes interamente dedicato alla Signora del calcio, prima società al mondo a offrire un simile servizio ai propri tifosi. E per inaugurarlo nel migliore dei modi, oltre alle applicazioni già disponibili per scaricare Hurrà Juventus su tablet e smartphone, ecco "Juventus Stadium Soundtrack": una vera e propria playlist con le canzoni scelte dai Campioni d’Italia, quelle che i giocatori ascoltano per caricarsi prima di scendere in campo.

Dai Queen agli Oasis, da Bob Sinclair ai Peral Jam, i bianconeri hanno ovviamente gusti diversi e il risultato è una playlist che abbraccia tutti i generi, spaziando dal rock, al pop, alla dance. In una simile compilation non potevano poi mancareChelsea Dagger dei The fratellis, la canzone che, allo Juventus Stadium, accompagna ogni gol segnato dalla squadra di Conte, e l’inno ufficiale.
Il cd è già scaricabile da iTunes, domenica sarà disponibile presso il “Vip Store”, nell’atrio d’onore dello Juventus Stadium e presto sarà vendita nei migliori negozi di dischi.

09/05/12

Bilancio Liverpool 2010/11: perdita da progetto nuovo stadio

The Liverpool Football Club and Athletic Grounds Limited ha chiuso il bilancio al 31 luglio 2011 con una perdita di £ 49,4 milioni, pari a circa 56,4 milioni di euro (cambio 1 € = 0,8766 £).
La causa principale, che ha determinato la perdita, è stata la svalutazione totale per £ 49,2 milioni (€ 56,1 mln) della voce immobilizzazioni materiali in corso, che attiene ai costi di progettazione del nuovo stadio. Nel bilancio è scritto che a seguito dell'acquisizione della società, avvenuta durante l'anno, i nuovi proprietari stanno valutando la migliore linea di azione per quanto riguarda la questione "nuovo stadio". La “fase di valutazione” non risultava ancora terminata alla data della presentazione del bilancio, pertanto è stata effettuata la svalutazione totale dei costi di progettazione già sostenuti. Invero, anche l’esonero anticipato di Roy Hodgson ha contribuito, in misura minore, ma comunque importante, all’esposizione della perdita.

Il 15 ottobre 2010, il 100% delle azioni della società è stato venduto a NESVI LLC (conosciuta anche come Fenway Sports Group), utilizzando la società inglese UKSV Holdings Company Limited.
L’importo dell’acquisto è stato pari a £ 230,4 milioni (€ 262,9 milioni), di cui £ 6,5 milioni (€ 7,4 milioni) per oneri connessi all’operazione.

Il fatturato è diminuito da £ 184,5 milioni (€ 210,5 mln) a £ 183,6 milioni (€ 209,5 mln).
I ricavi da media sono diminuiti a £ 65,3 milioni (€ 74,5 mln), con una variazione negativa di £ 14,3 milioni. Il decremento è dovuto alla mancata partecipazione alla Champions League, compensata solo in minima parte dalla partecipazione all’Europa League e dall’aumento dei proventi radiotelevisivi da Premier League.
I ricavi da gare diminuiscono da £ 42,9 milioni (€ 48,9 mln) a £ 40,9 milioni (€ 46,6 mln).
I ricavi commerciali aumentano da £ 62,1 milioni (€ 70,8 mln) a £ 77,4 milioni (€ 88,3 mln). L’incremento dei ricavi commerciali è dovuto al nuovo accordo di sponsorizzazione della maglia con “Standard Chartered”.

I costi operativi, escludendo i costi straordinari, aumentano di £ 10,7 milioni. L’aumento maggiore si è registrato nel costo del personale, mentre gli altri costi operativi sono diminuiti come sono diminuiti anche gli ammortamenti.
Il costo del personale è aumentato del 12,7%, salendo a £ 128,8 milioni (€ 147 mln). L’incidenza sul fatturato, senza plusvalenze, è del 70% ed aumenta al 75%, se considerassimo anche i costi del licenziamento dello staff tecnico. Il costo complessivo della gestione del personale, che considera anche gli ammortamenti della rosa calciatori, incide sul fatturato per il 94%.
Gli ammortamenti della rosa calciatori sono diminuiti da £ 40,2 milioni (€ 45,9 mln) a £ 36,3 milioni (€ 41,4 mln).
I costi straordinari, da 7,8 milioni (€ 8,9 mln), sono saliti a £ 59 milioni (€ 67,3 mln). Questi costi includono £ 49,2 milioni dovuti alla svalutazione dei costi nel nuovo stadio e £ 8,4 milioni per il licenziamento dello staff tecnico. L'esonero di Roy Hodgson è avvenuto l'8 gennaio 2011 e Kenny Dalglish è diventato il nuovo allenatore del Liverpool.
L’eccedenza delle plusvalenze da cessione calciatori aumenta da £ 22,8 milioni (€ 26 mln) a £ 43,3 milioni (€ 49,4 mln).
Gli oneri finanziari diminuiscono a £ 3,1 milioni, con una variazione di £ 14,6 milioni, principalmente a causa della cancellazione, nell’ottobre 2010, del debito infragruppo.
La perdita netta registrata il 31 luglio 2011, pari a £ 49,4 milioni (€ 56,4 mln), peggiora quella dell’anno precedente pari a £ 19,9 milioni (€ 22,7 mln).
Ai fini del Financial Fair Play non dovrebbero esserci problemi, perché la svalutazione dei costi del progetto nuovo stadio, riguarda una svalutazione di immobilizzazioni materiali.
Le immobilizzazioni immateriali sono aumentate da £ 97,7 milioni (€ 111,5 mln) a £ 160,2 milioni (€ 182,8 mln). Il valore contabile netto della rosa calciatori è aumentato da £ 85 milioni a £ 148,8 milioni, a causa di acquisizioni per £ 131,1 milioni, di cessioni che avevano un valore contabile di £ 31,1 milioni e di ammortamenti per £ 36,3 milioni.
Le immobilizzazioni materiali diminuiscono da £ 77 milioni (€ 87,9 mln) a £ 28,7 milioni (€ 32,7 mln). La principale causa è dovuta alla svalutazione dei costi per il nuovo stadio.
Il patrimonio netto è positivo per £ 45,8 milioni (€ 52,2 mln) e finanzia il 17% dell’attivo. Durante l’anno risultano effettuati versamenti in conto capitale per £ 101,1 milioni (€ 115,3 mln).

L’indebitamento finanziario netto è stato quasi dimezzato, diminuendo da £ 123,4 milioni (€ 140,7 mln) a 65,4 milioni (74,6 mln), a causa della riduzione del debito infragruppo da 104,6 milioni (€ 119,3 mln) a £ 30,2 milioni (€ 34,3 mln). Il precedente debito era nei confronti di Kop Football Limited, e risulta ceduto a UKSV, che ha liberato il club del Liverpool dalle obbligazioni derivanti, trasformando il debito in contributo in conto capitale, trattandosi di operazione “non-cash”.
Il debito infragruppo al 31 luglio 2011 è nei confronti di UKSV.
Il 30 settembre 2011, il gruppo del Liverpool, con a capo UKSV Holding Company Limited, ha ottenuto il rifinanziamento del suo debito in scadenza presso tre banche: Royal Bank of Scotland plc; Bank of America e Barclays Bank plc. £ 120 milioni riguardano un prestito con scadenza triennale e £ 45 milioni sono in relazione al finanziamento del progetto del nuovo stadio. Inoltre, £ 75 milioni riguardano una linea di credito disponibile per le necessità di capitale circolante.
Dopo la chiusura dell’esercizio ci sono state acquisizioni di calciatori per £ 12,5 milioni e cessioni per £ 16,5 milioni, con un effetto complessivo sul conto economico negativo per £ 2,6 milioni.

La continuità aziendale.
Anche grazie all’operazione di rifinanziamento del prestito con le banche, gli amministratori della nuova proprietà ritengono che la società sia in grado di ben gestire i propri rischi di business e di soddisfare con successo le clausole di “covenant”, cui sono subordinate le nuove linee di credito.
Inoltre, gli amministratori hanno esaminato i procedimenti giudiziari con la vecchia proprietà, in relazione all'acquisizione della società, e ritengono che non avranno un effetto negativo sulla posizione finanziaria della società stessa.
Gli amministratori sono fiduciosi che la società disponga di risorse adeguate per continuare la sua attività operativa nel prossimo futuro.

La nuova controllante.
UKSV Holdings Company Limited è stata registrata il 1° ottobre 2010 ed è l’ultima holding del Gruppo, con sede nel Regno Unito. A sua volta, è controllata da UKSV I LLC, società registrata negli USA. La controllante UKSV Holdings Company Limited ha evidenziato, nel suo primo bilancio di esercizio, immobilizzazioni finanziarie per £ 230,4 milioni (€ 262,9 milioni), un patrimonio netto di £ 234,7 milioni (€ 267,7 mln) ed un debito infruttifero verso i soci americani di £ 26,3 milioni (€ 30 mln). Da notare che, al momento della acquisizione del club, The Royal Bank of Scotland plc e Wells Fargo hanno fornito linee di credito per £ 92.000.000 per il capitale circolante e per lo sviluppo del progetto nuovo stadio.
Il bilancio consolidato di UKSV Holdings Company Limited è stato redatto non considerando il periodo antecedente l’acquisizione di The Liverpool Football Club and Athletic Grounds Limited.
Sembrerebbe che con la nuova proprietà il Liverpool possa superare quanto richiesto dal Financial Fair Play, essendosi liberato dal fardello del pesante indebitamento della vecchia proprietà.

Luca Marotta

pubblicato su ju29ro.com

05/05/12

Lazio e Macron insieme fino al 2017

Bologna, 4 maggio. Lazio e Macron annunciano la firma di un accordo per la sponsorizzazione tecnica del club capitolino della durata di 5 anni: dalla stagione 2012-13 fino al termine della stagione 2016-17.
Per la società romana si tratta di una svolta "storica", che chiude un capitolo durato ben 14 anni. E' oltremodo significativo che per aprire questo nuovo corso il club, tra i più importanti d'Italia, abbia fatto cadere la sua scelta sull'azienda bolognese.

"La decisione di legarci per un periodo così lungo alla Macron" ha dichiarato il Presidendere della Lazio "testimonia la fiducia che abbiamo riposto nei programmi e nella serietà dell'azienda, con cui svilupperemo nei prossimi anni importanti progetti che andranno al di là della semplice sponsorizzazione tecnica".
Identica soddisfazione ha espresso Gianluca Pavanello, Amministratore Delegato della Macron: "Dopo il rinnovo con il Napoli, questo accordo con la Lazio è una conferma dell'apprezzamento nei nostri confronti da parte dei grandi club del nostro campionato. Inutile sottolineare la straordinaria importanza di una piazza come Roma per tutto il movimento. Siamo sicuri che da questa partnership con la Lazio nasceranno nei prossimi cinque anni fantastici progetti rivolti alla squadra e soprattutto ai suoi tifosi". A questo proposito Macron e Lazio hanno già definito il lancio di una Linea fan per il tempo libero, disponibile presso i Lazio Style 1900 e nei punti vendita Macron già dal mese di agosto.

Durante il periodo estivo verranno presentate ufficialmente le nuove maglie del team romano che, per la prima volta, avranno un'etichetta personalizzata con una frase ad affetto, destinata sicuramente a creare interesse tra i propri tifosi.

"La grande passione ed il grande entusiasmo dei tifosi della Lazio" ha concluso Gianluca Pavanello "saranno per noi un grande stimolo per creare idee ed iniziative sempre all'altezza della tradizione biancoceleste".